Cinture di Trasporto “AVIO”… al confine con la realtà…!

A seguito della pubblicazione di un’Istruzione Operativa, riguardante il trasporto di pazienti pediatrici in ambito di soccorso extra ospedaliero, redatta da un’importante ente regionale, sono inevitabilmente sorti dubbi e perplessità da parte dei soccorritori stessi in merito all’utilizzo dei sistemi di trattenuta indicati.

In particolare, nella direttiva viene indicata per i soggetti pediatrici senza alcuna patologia acuta e NON traumatizzati che necessitano, in situazioni particolari, il solo trasporto assieme all’accompagnatore adulto a cui è affidato vengono date due possibili soluzioni: tramite il trasferimento dell’Unità bambino/seggiolino direttamente sull’apposito sedile del mezzo di soccorso, oppure, nel caso il paziente sia già nel proprio seggiolino è necessario utilizzare il sistema di ritenzione “avio” correttamente fissato ad un soccorritore/accompagnatore adulto, affrancato con la regolare cintura di sicurezza al sedile fronte marcia dell’abitacolo sanitario del mezzo di soccorso.


Avio foto 1Entriamo nel dettaglio: cos’è  sistema di ritenuta“avio”?

Il nome “avio” deriva appunto dal suo campo di applicazione. Fu studiato e realizzato per assicurare i bambini ai sistemi di ritenuta dei velivoli “aeromobili” e consiste in una imbragatura con pettorina con una fibbia posteriore nella quale viene fatta passare la cintura di sicurezza del seggiolino dell’aeroplano. In questo modo il bambino può essere trasportato in grembo al genitore/accompagnatore o, se di dimensioni sufficientemente grandi, direttamente sul seggiolino, con la cintura accorciata al massimo. Con questo sistema il bambino è vincolato al seggiolino tramite un solo punto, la fibbia posteriore in cui passa la cintura, sottoponendo così la colonna vertebrale ad un notevole stress in caso di brusca frenata o manovra di emergenza.  In caso di frenata, ad esempio, la zona in cui passa la fibbia rimarrà ferma, mentre le porzioni a monte e a valle di questo punto (gambe, spalle e soprattutto testa) continueranno la loro corsa inerziale in avanti fino a quando la struttura muscolo scheletrica lo consentirà; successivamente torneranno indietro urtando sul corpo dell’accompagnatore o del soccorritore.

In caso di sollecitazione laterale, inoltre, non forniscono alcuna protezione non potendo arrestare lo spostamento del paziente trasportato.

……Un’altra peculiarità è quella che molti sedili, sono stati studiati per collassare su loro stessi e compromettere ancora di più la situazione dei pazienti, vincolati con cinture non idonee.

 

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Nell’Istruzione Operativa il sistema di cinture avio viene indicato anche nel caso di pazienti con patologia medica che non necessitano di monitoraggio continuo (i codici verdi) con soggetti di peso inferiore i 10 kg, in grembo al genitore adeguatamente affrancato alla barella.

In alternativa, e comunque per tutti i pazienti di peso inferiore ai 20 kg, il documento prevede l’utilizzo di un apposito sistema di ritenzione almeno a 5 punti, adatto per età e peso del Paziente e regolarmente posizionato e fissato sulla barella del mezzo, come ad esempio i sistemi di cinture pediatriche, appositamente studiati e testati per il trasporto sicuro in ambulanza dei pazienti pediatrici da almeno 15 anni.

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Sebbene la ricerca per quanto riguarda la dinamica incidente in ambulanze è limitata , i principi fondamentali dei sistemi di ritenuta degli occupanti sono descritti in modo preciso dal codice della strada e dalle aziende che costruiscono le attrezzature per le ambulanze, dai sedili ai presidi (cfr Raccomandazione 11 gennaio 2008 del ministero della salute, cap. 4 par. 3).

 

Analizzando i dati di varie statistiche si riscontra che in una popolazione di 302 soccorritori quasi la metà è stata coinvolta almeno una volta in un incidente con l’ambulanza: di questi, il 7,6% ha subito lesioni e l’1% ha avuto pazienti sotto la propria responsabilità feriti.

La maggioranza (91%) ha ricevuto una formazione sporadica e di “tramando” all’utilizzo dei sistemi di ritenuta per bambini in ambulanza, e la metà ha riferito di sapere molto o moltissimo sulla protezione di un bambino in condizioni critiche per il trasporto; tuttavia, il 30% di questi non ha identificato il metodo adeguato per il trasporto di un paziente di 2 anni.

L’81% decide di non perdere troppo tempo dalla cura del paziente fissandolo in modo impreciso alla barella, l’80% dei Soccorritori ha trasportato regolarmente i bambini in un seggiolino per auto, il 63% non ha una conoscenza di base sul come prendersi cura di un bambino ritrovato in un seggiolino e il 23% li trasporta in braccio a un adulto “così il bimbo non piange…”; ma è libero di morire.

Meno male che una piccola percentuale ha richiesto l’aiuto di Aziende Specializzate nella realizzazione che possano fornire una formazione dettagliata sulle esigenze del trasporto pediatrico e neonatale, tramite formatori professionisti e riconosciuti.

L’Istruzione Operativa in oggetto esclude, tra le opzioni disponibili per il trasporto dei pazienti pediatrici traumatizzati, l’utilizzo del seggiolino da automobile in cui è stato trovato il paziente preferendo l’utilizzo di presidi di immobilizzazione specifici e di tecniche sicure per vincolare il presidio stesso alla barella.

Si ricorda che i produttori di seggiolini per auto specificano nei manuali d’uso che “il seggiolino di trasporto XXX, non può essere riutilizzato dopo una caduta da un metro di altezza o dopo un incidente”.

 

Oltre che in caso di trauma, l’indicazione all’utilizzo del sistema “avio” scompare dal documento, ovviamente, qualora si parli di pazienti con patologia ai quali viene assegnato un codice colore giallo o superiore, mettendo come prima scelta in questi casi l’utilizzo di un sistema di ritenuta ad almeno 5 punti.

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Perché quindi non utilizzare questo sistema anche per quei pazienti senza alcuna patologia acuta e non traumatica descritti all’inizio?

Perché rischiare utilizzando un sistema di cinture che, per sua natura, non è destinato all’utilizzo non solo in ambulanza ma in qualsiasi mezzo di trasporto se non un velivolo? Utilizzando un sistema idoneo di trasporto il soccorritore, adeguatamente formato, oltre a poter gestire qualsiasi condizione manifesti il paziente ha la certezza di averne garantito l’incolumità in qualsiasi situazione, tutelando ulteriormente l’assistito e, non da ultimo, se stesso.

 

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