Responsabili che ogni due anni vengono destituiti dalla loro carica per problematiche politiche o di altra natura e spesso finiscono col non lasciare niente “di fatto” ai dirigenti che li sostituiranno.

E tra questi valzer delle cariche ci si dimentica degli operatori che spesso non possiedono alcuna istruzione sui rischi che essi stessi corrono o fanno correre ai pazienti, per es. in fase di caricamento della barella ed ancor meno sulle dinamiche relative al trasporto.

Durante le visite da me condotte ho potuto notare barelle in condizioni terribili, risalenti ad oltre 20 anni fa e ciò nonostante, ancora pienamente operative.

Nessuno degli utilizzatori era a conoscenza del fatto che se, a tali strumenti non viene fatta una revisione almeno biennale dalla casa costruttrice, chi paga in caso di danno sono gli utilizzatori stessi.

Il cedimento, per es. in fase di carico/scarico del paziente, di una lettiga non revisionata comporterà, in caso di danni gravi subiti dal paziente, rivalsa immediata dell’assicurazione sugli operatori.

Per non parlare poi delle dinamiche del trasporto.

Particolarmente impresso mi è rimasto il trasporto neonatale con la termoculla, cioè il trasporto di un paziente inerme, appoggiato e non fissato all’interno della termoculla…quindi libero di fluttuare e trattenuto da pareti in vetro.

Questo particolare e delicato tipo di trasporto viene “normalmente” affrontato, quando necessario in questo modo: termoculla adattata e ancorata con sistemi di vincolo ad un pianale in ferro piegato di una barella auto caricante (alcune neppure conformi alla normativa UNI EN 1865).

Il tutto risulta fissato, badate bene, con ganci tradizionali a “cricchetto” rivolti verso il senso di marcia e una barretta tra le ruote d’appoggio anteriori “messa dall’allestitore” e fissata con due viti di 8 mm di diametro.

Gli operatori che ho interpellato non conoscevano neppure il peso stimato dell’insieme barella, termoculla e piccolo paziente.

Li ho informati che arriva complessivamente a 140 kg ca. e che questi 140 kg trasportati a 36 km/h si moltiplicano, per effetto della velocità, per 10 volte.

Quindi mentre si viaggia a 36 km/h l’insieme di cui sopra è come se pesasse 1400 kg.

Se poi si viaggia a 72 km/h il peso diventa il quadrato del risultato…

Queste semplici leggi fisiche inerenti il trasporto vanno comunemente insegnate nei corsi destinati agli operatori del soccorso ed estese a qualsiasi tipo di paziente trasportato.

In questo modo sarà assai più semplice comprendere che le normative UE obbligatorie non sono imposizioni, bensì validi strumenti di tutela dagli effetti devastanti prodotti a livello fisico dalle leggi del moto.

Ma al peggio sembra non ci sia mai fine.

Durante il trasporto medicalizzato di un bimbo sono stato partecipe della seguente scena: il piccolo era stato posto all’interno di una “scatola” con un tubo di ferro ed i lati in PVC trasparente.

Le cinghie di fissaggio messe ad incrocio sopra la scatola con un infermiere sopra, a cavalcioni, per rendere il tutto… più sicuro.

“Il nostro protocollo indica così” mi hanno risposto…

Come potete vedere la situazione, anche dal punto di vista delle responsabilità dei singoli operatori, è piuttosto grave!

Potreste fare qualcosa solamente costringendo chi di dovere ad investire in formazione ed a recepire gli adeguamenti previsti dalle normative UE vigenti e modi d’uso imposti dalla casa costruttrice.

Vi suggerisco, a tal riguardo, di valutare, sul sito del Ministero della Salute, alcuni moduli, tra cui quelli di “incidente” o “mancato incidente”.

Tuttavia il più importante è quello di “non conformità”.

È questo modulo che vi da la possibilità di mettervi in “contatto” direttamente con noi e di denunciare che state usando presidi pericolosi per voi stessi e soprattutto per i pazienti che la legge vi obbliga a tutelare.

Il semplice fatto che il marchio CE non si a esposto su di un presidio in dotazione è il primo segnale che qualche cosa che non quadra.

In questo caso l’utilizzatore ha l’obbligo di denunciare il fatto al Ministero della Salute con il “modulo di non conformità per operatori”.

 

In mancanza di tale denuncia l’utilizzo di presidi medici non conformi comporterà, in caso di incidenti o mancati incidenti, un’inevitabile ricaduta di responsabilità sugli operatori stessi.

Effettuare la segnalazione significa dunque mettere al corrente della situazione chi è sopra di voi, e ciò equivale a tutelarsi.

Non succede nient’altro che questo, un’iniziativa che potrebbe risultare determinante per voi in sede di eventuale contenzioso legale.