GESTIRE LA VASCA QUANDO L’ASSISTENTE BAGNANTI E’ UNO SOLO

di Alex Stecchezzini e 

Denis De Benedetto Istruttrice di Nuoto Assistente Bagnante e Laureanda in Filosofia

——  Terza Parte  ——

Torniamo ora al cuore del nostro discorso: perché sarebbe sempre meglio ci fossero due AB?

Ad un AB che si trova da solo a vigilare la vasca posso succedere diversi imprevisti, il più banale dei quali potrebbe essere, ad esempio, una puntura di insetto: in questo caso dovrebbe allontanasi dalla vasca per medicarsi e questa rimarrebbe senza sorveglianza. Per poi non parlare di cosa accadrebbe in caso di un suo serio problema fisico, ad esempio uno shock termico da affaticamento, da calore o da disidratazione: tutto questo comprometterebbe la sicurezza dell’AB che si trova in vasca da solo e, di conseguenza, la sicurezza degli utenti della piscina.

Anche un semplice bisogno fisiologico risulterebbe un problema: non si può certo “abbandonare” una vasca con 60 persone, ma nemmeno pensare di affrontare un intero turno di lavoro (circa 5/6 ore) senza avere la possibilità di recarsi alla toilette.

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A proposito di stress termico e affaticamento da calore, avviene che svolgendo un lavoro in condizioni climatiche caratterizzate da elevate temperature (stagioni calde) o umidità elevata (piscine), il corpo, esposto a temperature molto alte, non riesca a impedire un innalzamento della temperatura corporea, che supera così i valori standard.

Nel caso di esposizione prolungata ai raggi del sole durante le attività all’aperto il lavoratore è inoltre esposto ad un rischio per gli occhi e la pelle causato dalle radiazioni ottiche.

Consigli per l’organizzazione dell’attività estiva all’aperto

– Organizzare il lavoro a rotazione con i colleghi in modo da alternare ai periodi di lavoro con esposizione al sole dei periodi con stazionamento in zone ombreggiate: ciò vale in particolare per gli assistenti bagnanti, i quali sono muniti di postazioni ombreggiate;

– Indossare un berretto in tela (con visiera) a protezione del capo quando sia necessario permanere per lunghi periodi esposti al sole;

–  Indossare occhiali da sole adeguati;

– Bere la giusta quantità d’acqua (con integratori per un corretto  recupero muscolare);

– Utilizzare la crema per la protezione della pelle dai raggi ultravioletti;

– Rinfrescare il proprio corpo;

–  Organizzare il lavoro in modo da effettuare delle pause in condizioni micro climatiche intermedie (considerando che l’ambiente della piscina oltre ad essere caldo è anche umido);

Tutte queste accortezze servono per evitare che l’AB incorra in problemi che comprometterebbero il suo lavoro di controllo della vasca, portando poi a delle conseguenze penali nel caso di mancato soccorso ad una persona in difficoltà, dovuti per di più alla carenza di prestanza fisica.

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QUANTI E QUALI AB SERVONO DUNQUE IN PISCINA? 

La prima norma che prende in considerazione l’obbligatorietà della presenza della figura del bagnino, o assistente bagnanti che dir si voglia, in una piscina pubblica è la Circolare del Ministero dell’Interno 15 febbraio 1951, n.16, successivamente modificata dal D.M. 25 agosto 1989, in materia di “Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di Impianti Sportivi”, che, all’Art. 110 recita: “il servizio di salvataggio deve essere disimpegnato da almeno due bagnini all’uopo abilitati dalla sezione salvamento della Federazione italiana nuoto ovvero muniti di brevetti di idoneità per i salvataggi a mare rilasciati da società autorizzata dal Ministero della marina mercantile”.

Il panorama si complica con l’introduzione del D.M 18 marzo 1996, dove, all’Art. 14, leggiamo quanto segue: “Il  servizio di salvataggio deve essere disimpegnato da un assistente bagnante quando il numero di persone contemporaneamente presenti nello spazio di attività è superiore alle 20 unità o in vasche con specchi d’acqua di superficie superiore a 50 m2. Detto servizio deve essere disimpegnato da almeno due assistenti bagnanti  vasche con specchi d’acqua di superficie superiore a 400 m2. Nel caso di vasche adiacenti e ben visibili tra loro il numero degli assistenti bagnanti va calcolato sommando le superfici delle vasche ed applicando successivamente il rapporto assistenti bagnanti/superfici d’acqua in ragione di 1 ogni 500 m2. Per vasche oltre 1.000 m2 dovrà essere aggiunto un assistente bagnante ogni 500 m2.

Per assistente bagnante si intende una persona addetta al servizio di salvataggio e primo soccorso abilitata dalla sezione salvamento della Federazione Italiana Nuoto ovvero munita di brevetto di idoneità per i salvataggi in mare rilasciato da società autorizzata dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione”.

Nel 2003 è stato redatto il Documento della Conferenza Stato-Regioni, che ha sostituito l’Atto di Intesa di cui sopra. In questo nuovo, scarno, documento, che non è una legge né una norma, ma solo un insieme di indicazioni che ogni singola Regione dovrà assimilare ed inserire in un proprio documento normativo (a distanza di un anno e mezzo nessuna regione aveva prodotto nulla), all’Art. 4 si legge:

“L’assistenza ai bagnanti deve essere assicurata durante tutto l’orario di funzionamento della piscina. L’assistente bagnanti abilitato alle operazioni di salvataggio e di primo soccorso ai sensi della normativa vigente [peccato che tale norma non esista e faccia fede solo il codice etico del singolo AB], vigila ai fini della sicurezza, sulle attività che si svolgono in vasca e negli spazi perimetrali intorno alla vasca. In ogni piscina dovrà essere assicurata la presenza continua di assistenti bagnanti”.

Quindi, come suggerivo, non si è giunti ad alcuna conclusione! Infatti per quanto riguarda il numero di AB necessari, in relazione alla superficie delle vasche, da tempo la Federazione Italiana Nuoto ha espresso la volontà che si consideri vincolante ciò che prescrive il D.M. 18 marzo 1996; esiste inoltre in circolazione un opuscolo del CONI dove è precisato che nelle vasche di misura di mt. 50×21, con una superficie totale di 1 050 m2, sono sufficienti due AB, in quanto i 50 m2 eccedenti rientrano nel 5% di tollerabilità delle misure previsto dalle regole degli omologatore delle vasche (calcolato tuttavia senza valutare la sicurezza di assistenti bagnanti e utenti).

——  Quarta Parte  ——http://www.alexstecchezzini.it/gestire-la-vas…o-quarta-parte/ ‎

 

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