TUTELARE: CHI, COME E QUANDO

“Obbligatorio o non obbligatorio?” E’ un dilemma che non dovrebbe neppure essere  considerato come tale.

Un paziente che allerta e richiede un qualunque mezzo di soccorso, qualunque problema di salute presenti che ne richieda il trasporto in Ospedale, ha il diritto di essere soccorso e trasportato il più velocemente possibile, dal mezzo più idoneo, verso l’ospedale più adeguato, e con i presidi di contenimento/immobilizzazione atti a garantire il trasporto in assoluta sicurezza.

Il Paziente va quindi tutelato sia dal punto di vista sanitario che “gestionale” prima e durante il trasporto!

 

UN PO’ DI STORIA…

Dai primi sistemi di trasporto infermi con le lettighe a mano che si diffusero all’inizio del ‘900 si passò a breve, per ovvia comodità e celerità, alle cosiddette “lettighe a cavalli”. La diffusione dei primi automezzi, su scala più larga, portò nei primi anni ’30 alla costruzione delle prime autoambulanze: autovetture furgonate, spesso dotate solamente di un lettuccio appoggiato a terra, sul quale veniva semplicemente adagiato il Paziente per il trasporto. L’evoluzione tecnica ed il continuo miglioramento dei livelli assistenziali ci pone oggi davanti a veicoli attrezzati completamente, veri e propri “centri mobili di rianimazione” allestiti con tutte le attrezzature e le apparecchiature scientifiche per il monitoraggio ed il trattamento del Paziente. Questi veicoli, attualmente, possono essere dotati di motori con potenza anche di 300 cavalli!

 

ORIGINE E STORIA DEL PROBLEMA

Il problema che si pone, quindi, è quello di comprendere che veicoli moderni, potenti, veloci possono, in caso di impatto, produrre decelerazioni tali da causare danni imprevedibili a tutti i trasportati!

Se per quanto riguarda i conducenti e i passeggeri di veicoli “ordinari” la normativa (articolo 172 del codice della Strada, commi 1,2,3,6, e 7) è ormai consolidata per quanto riguarda l’uso dei dispositivi individuali di protezione (cinture di sicurezza, airbag, seggiolini per bambini), altrettanto non si può dire per coloro che sono trasportati dai veicoli in servizio di emergenza. Questo concetto vale, soprattutto, per i Pazienti. Attualmente, per la Legge in vigore, la barella di ogni mezzo di trasporto sanitario deve essere corredato con almeno 2 cinture di sicurezza, al fine di evitare che durante la mobilizzazione il Paziente non cada. Ciò, evidentemente, non è sufficiente a proteggerlo da tutte le sollecitazioni cui può andare incontro trovandosi a bordo di un veicolo.

PRINCIPI DI DINAMICA DEI CORPI

E’ nozione comune che ogni sollecitazione relativa ad un corpo in movimento, viene trasmessa ad ogni corpo o oggetto in esso contenuto.

A questi sistemi, dai più semplici ai più complessi, sono assimilabili quali “corpi” tutte le persone trasportate all’interno di un veicolo in movimento, sia soccorritori che accompagnatori che pazienti.

Dalle elementari leggi della dinamica, applicate agli esempi citati, possiamo desumere che:

 

1)    Ciascun corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, fino a quando ad esso non siano applicate forze esterne che ne modificano lo stato

Quindi: se un corpo è soggetto ad un sistema di forze a risultante zero, allora rimane in quiete o in moto rettilineo uniforme. Tale corpo si dirà in equilibrio. Il principio di inerzia non poi è così banale come potrebbe apparire: consideriamo per esempio una biglia in movimento su una superficie piana orizzontale molto estesa. Con il passare del tempo la biglia rallenterà fino a fermarsi: questo è dovuto al fatto che interagisce con il piano e con l’aria (attrito). Analogamente, un paziente vincolato ad una barella, a sua volta vincolata al mezzo di soccorso in movimento, sarà considerabile in stato di quiete rispetto al mezzo, ma non ovviamente rispetto all’esterno!

 

2)    Il cambiamento di moto è proporzionale alla forza risultante motrice impressa, ed avviene lungo la linea retta secondo la quale la forza è stata impressa.

Posto che una qualche forza generi un movimento qualsiasi, una forza doppia ne produrrà uno doppio, e una tripla uno triplo, sia che sia impressa istantaneamente (impulso), sia gradatamente ed in tempi successivi. In altre parole, l‘accelerazione di un corpo è proporzionale alla forza risultante esercitata sul corpo. Un corpo vincolato alla barella, a sua volta vincolata all’automezzo, subirà quindi le stesse accelerazioni e decelerazioni dell’automezzo, ma in direzione contraria. Naturalmente, l’esempio va riferito a coloro che si trovano nel “sistema di riferimento ambulanza”!

Nello specifico ne discende, in maniera del tutto intuitiva, che un qualunque corpo contenuto in un veicolo in movimento subisce, di conseguenza, tutte le forze relative alle accelerazioni ed alle decelerazioni del veicolo stesso.

 

Un corpo trasportato deve pertanto essere vincolato adeguatamente ed in maniera solidale ad una struttura fissa e con dispositivi di fissità adeguati, valicati e certificati.

I mezzi di fissità attualmente in uso sulle comuni autoambulanze vanno dalla semplice cintura pelvica alle due cinture (toracica e pelvica) che, in ogni caso, non sono in grado di limitare i movimenti del Paziente lungo il suo asse maggiore. E’ esperienza comune di ogni soccorritore posizionato alla testa di un paziente su asse spinale che, a seguito di una brusca frenata, il solidale spinale/paziente, pur vincolato alla barella con le due cinture semplici, diriga bruscamente verso l’abitacolo di guida!

 

L’utilizzo del sistema di cinture a 4 punti, attualmente certificato ed in uso solo su alcuni tipi di barelle, impedisce e previene questo tipo di sollecitazioni in modo sicuramente più efficace. Tali dispositivi di ultima generazione, frutto di adeguati studi, crash-test con modelli e veicoli reali, hanno ottenuto la conformità alle certificazioni di Legge che pretendono che tutte le attrezzature e tutte le persone all’interno di ogni veicolo in movimento risultino vincolate per resistere a sollecitazioni (in tutte le direzioni) di almeno 10 volte il loro peso (10G) calcolato ad una velocità di 36 k/h.

 

Gli studi effettuati su modelli reali e su modelli animali confermano che il corpo umano può resistere ad un massimo di 13G, prima di subire lesioni che possono giungere al suo sezionamento. Se però pensiamo al fatto che i 6 litri circa di colonna liquida (il sangue!) contenuta nel corpo umano alla velocità di 36 Km/h divengono 600 Kg, e al fatto che le velocità sono sempre decisamente superiori a quella di riferimento, va da sé che lesioni potenzialmente letali possano presentarsi anche per impatti a velocità estremamente modeste!

 

Discorso a parte, e di ulteriore complessità merita il trasporto dei piccoli Pazienti, e dei neonati in particolare, la cui densità e molto più vicina a quella di un liquido piuttosto che di un solido.

Alcuni protocolli in uso in alcune Centrali Operative 118 consigliano, in caso di incidente stradale che coinvolga un bambino, di rimuovere dall’auto il seggiolino “in toto”, con il piccolo Paziente ancora ad esso vincolato, per poi caricarlo all’interno del veicolo di emergenza. Ciò rappresenta concettualmente un grave errore, in quanto le Case costruttrici omologano generalmente il loro prodotto per un solo impatto; nel caso, ovviamente non auspicabile, di un impatto del mezzo di soccorso, il bambino risulterebbe trasportato non solo in modo inidoneo, ma tramite un dispositivo ormai non più garantito!

STRATEGIE A DISPOSIZIONE

A proposito dell’adeguatezza del trasporto in sicurezza dei Pazienti, International Trauma Life Support e alcune Aziende tecniche del settore hanno sviluppato alcune linee guida, suffragate dai propri dispositivi di ricerca e motivate da esperienze conseguite da enti di rilevante valore ed esperienza.

L’intervento di alcuni operatori sanitari, che hanno pubblicamente denunciato le negligenze e le inadempienze normative rilevate durante alcuni interventi, ha permesso a chi si occupa per professione di sviluppare modelli di ricerca in questo campo di realizzare percorsi e attrezzature idonei a salvaguardare la vita dei pazienti trasportati.

CONCLUSIONI: SOCCORRITORI, PAZIENTI E PARENTI

Ancora due parole riteniamo utile siano spese per i soccorritori che viaggiano a bordo dei mezzi di emergenza. Come noto, il succitato Articolo 172 del Codice della Strada, al Comma 8 bis recita che …sono esentati dall’obbligo di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini (…) gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale nell’espletamento di un servizio di emergenza, i conducenti e gli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario in caso di intervento di emergenza; è immediatamente rilevabile che tale concessione della giurisprudenza non si applica al paziente trasportato, e tantomeno agli eventuali parenti al seguito, che devono pertanto sempre indossare la cintura di sicurezza, qualora trasportati a bordo di un veicolo sanitario.

Se ci rifacciamo all’acronimo che rappresenta il “pane quotidiano” di ciascun soccorritore, di qualunque livello, consideriamo sempre che non si può parlare di A-B-C del Paziente se nella A non viene contemplata l’Autoprotezione del soccorritore. Il consiglio che non possiamo fare a meno di dispensare, anche se sappiamo quanto potrà essere difficile da assimilare, è quello di utilizzare sempre, comunque e al meglio tutti i dispositivi di protezione di cui siamo dotati nello svolgimento del nostro lavoro. Comprese le cinture di sicurezza in ambulanza (http://www.evsltd.com/)

 

Trasporto Pediatrico