spazi_confinatiIl rischio sanitario in emergenza si presenta in situazioni critiche che possono inficiare sulla salute umana.

Durante il periodo ordinario è importante la pianificazione della risposta dei soccorsi sanitari in emergenza e la predisposizione di attività di sensibilizzazione sui comportamenti da adottare in caso di rischio.

In emergenza, vengono attivate le procedure di soccorso previste, ma non viene approfondita la formazione per un corretto utilizzo dei presidi.

Nel 2001 il Dipartimento ha delineato i “Criteri di massima per l’organizzazione dei soccorsi nelle catastrofi”, a cui hanno fatto seguito nel 2003 i “Criteri di massima sulla dotazione dei farmaci e dei dispositivi medici per un Posto medico avanzato” e nel 2007 le “Procedure e modulistica del triage sanitario”, ossia la suddivisione dei pazienti per gravità e per priorità di trattamento. 

FWI, ha studiato e propone due presidi dedicati agli interventi più tecnici in caso di “catastrofe” ed intervento di “protezione civile” in spazi confinati.

Il sistema KED PRO, consente l’estricazione e il sollevamento “verticale” di un paziente in un ambiente confinato, presidio ideale anche per gli enti di Soccorso Alpino. Questo presidio è costituito da un sistema di contenimento per la tutela massima della colonna vertebrale e per la fase di mobilitazione, permettendo di movimentare maggiormente il paziente anche in quegli ambienti dove le manovre non sono di semplice evoluzione. Data la sua semplicità di utilizzo, può essere utilizzato anche da un solo operatore in luoghi dove la disponibilità di spazio è ridotta.

La barella è costituita da uno strato interno di polietilene ad alta densità, che la rende rigida quando viene piegata intorno al paziente. Lo strato superiore è composto da una speciale cordura che garantisce resistenza e nello stesso tempo comfort per il paziente.

Lo sviluppo di queste attrezzature hanno l’obiettivo di uniformare e rendere più rapidi ed efficaci gli interventi dei sistemi di protezione civile, utilizzando l’informazione e la comunicazione.

Le attività di informazione e di formazione degli operatori e la loro conoscenza dei presidi sono elementi fondamentali per la prevenzione e per un’attività lavorativa più sicura in ambienti difficili.

L’esperienza ha dimostrato che le prime ore dopo il disastro sono gestite unicamente dalle persone presenti sul territorio e che la grande maggioranza dei sopravvissuti si salva perché illesa o perché salvata immediatamente da soccorsi tempestivi.

Le attività di informazione a tutti gli enti di protezione civile sul territorio, con i programmi formativi , sono sicuramente molto importanti per migliorare la conoscenza delle attrezzature e le tecniche più efficaci di intervento, sempre nel massimo rispetto dei protocolli regionali.

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Pubblicato su: http://www.laprotezionecivile.com

 

Alex Stecchezzini 

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