Bivacco Segheria - Rifugio

«La montagna come posto lontano da tutto.» Civago ha i cartelli per le passeggiate botaniche in Braille — li ha scelti non per caso, ma perché ha deciso che il bosco è accessibile a chiunque voglia arrivarci. Il sentiero è classificato T — turistico, adatto a tutti. Non è un tentativo di minimizzare la montagna. È un modo preciso di dire che la montagna non è riservata ai forti. Chiunque può partire da Case di Civago e arrivare al Rifugio Segheria. L’accessibilità non toglie niente alla montagna — le aggiunge persone.
«Il posto che sembra troppo piccolo per contenere tutta la sua storia.» Il Rifugio San Leonardo ha dodici posti letto e un prato con dei tavoloni di legno. Ha anche nove secoli di storia documentata e probabilmente altri due o tre di storia non documentata. Non è un museo — è un posto dove si mangia e si dorme. La storia non lo rende più grande fisicamente. Lo rende più profondo. I posti profondi non hanno bisogno di essere grandi.

«Il bosco di conifere come posto tetro.» La reputazione delle foreste di abeti come luoghi cupi e oppressivi viene da racconti nordici, dai boschi di abete rosso in formazioni dense e monotone. L’Abetina Reale è il contrario di quello — è un bosco misto, con gli abeti bianchi che emergono dalla faggeta in modo non regolare, che lasciano la luce passare tra loro, che creano un paesaggio verticale vario e articolato. Non è cupo. È semplicemente alto.
Casa del Custode

«Il bosco come posto in cui la storia pesa.» La storia partigiana di questa valle è una storia di persone normali che hanno fatto cose straordinarie in circostanze che non avrebbero scelto. Non è una storia da museo — è una storia da camminare. Ogni passo su questo sentiero è un passo sullo stesso terreno che loro hanno percorso in condizioni incomparabilmente più difficili. Il peso non schiaccia — orienta.

«Il progetto che non serve a nessuno.» Mille operai ogni estate alla segheria. Un ospizio aperto per trecento anni sul Dolo. I ciottoli posati da mani sconosciute per rendere percorribile una strada che portava da Reggio a Lucca. I partigiani che usavano il bosco come rifugio e come via di collegamento. Ogni cosa in questa valle è stata costruita perché serviva a qualcuno — non a tutti, non per sempre, ma a qualcuno in un momento preciso. Il Progetto Bosco serve alle persone che hanno paura del bosco. Non è meno urgente di qualsiasi altra cosa che sia mai stata costruita in questa valle.


La Valle che Ricorda Tutto Appennino Reggiano · Civago 920 m — Rifugio San Leonardo — Rifugio Segheria dell’Abetina Reale 1.410 m
Lunedì, un giugno che ha trovato il suo ritmo 44°15’N — 10°17’E · Valle del Torrente Dolo
Civago, Case di Civago, quota 920 m Il paese che sa dove si trova
Civago non è il tipo di paese che si raggiunge per caso. Sta alla fine di una strada provinciale che non porta da nessuna altra parte — si arriva a Civago perché si vuole arrivare a Civago, o perché si vuole andare oltre Civago, nella valle che si apre alle sue spalle verso nord-est. La piazza è piccola, le case in arenaria locale sono compatte e ravvicinate come in tutti i borghi dell’Appennino che hanno imparato a proteggersi dal vento, e dalla parte nord del paese — quella che guarda verso il bosco — si vede già la faggeta che sale sul versante del Monte Penna con quella verticalità che non lascia dubbi su cosa aspetti oltre le prime case.
Civago è base di partenza per passeggiate botaniche tra boschi di castagni e ontani centenari, oppure per l’escursione che attraverso le abetaie rosse e bianche dell’Abetina Reale porta al Rifugio Segheria e più in alto al Rifugio Battisti. Ma stamattina non parto dalla piazza — parto da Case di Civago, la frazione più alta, dove l’asfalto finisce e inizia lo sterrato, dove le ultime case cedono il posto ai primi abeti e dove il sentiero comincia senza cerimonie con un segnavia biancorosso su un paletto di legno.
Lo sterrato permette la sosta — parcheggio nell’ultimo slargo prima del cancello del Parco Nazionale. Oltre quel cancello, nessun mezzo motorizzato autorizzato. Il sentiero impiega circa un’ora e mezza a piedi per raggiungere il Rifugio Segheria, sono quattro chilometri per un totale di quattrocento metri di dislivello positivo. Quattrocento metri in quattro chilometri — una pendenza media del dieci per cento, costante, sostenibile, il tipo di salita che si percorre in conversazione senza togliere il fiato.
Giugno a questa quota ha una qualità che conosco: l’erba è nel suo verde massimo, non ancora bruciata dall’estate piena, con i fiori di prato ancora intatti — genziane gialle, orchidee selvatiche viola scuro, ranuncoli. I castagni ai margini dello sterrato hanno le foglie nuove, grandi e lucide, con quel verde che sembra verniciato. L’aria ha già il calore del giugno, ma filtrato dall’ombra degli alberi che cominciano subito oltre lo sterrato. È la qualità dell’aria che si respira soltanto in quota, in giugno, nei boschi dell’Appennino.
………… Il progetto avanza.
«Il bosco che nasconde ciò che cresce.» Le orchidee selvatiche che crescono ai margini di questo sentiero e non nel bosco fitto, ma nel bordo tra il cammino e la vegetazione. È il margine il posto più ricco del bosco appenninico: dove la luce è parziale, dove il suolo è disturbato quel tanto che basta, dove le specie pioniere e quelle mature coesistono. Chi impara a guardare i margini del sentiero invece del centro del bosco trova il doppio delle cose.
«Il sentiero come posto senza radici.» La Via delle Forbici è percorsa da prima dell’anno mille. I ciottoli affiorano dal terreno come radici di qualcosa che non si è mai del tutto interrotto. Chi cammina oggi, cammina sopra strati di frequentazione umana che si sovrappongono per secoli — i pellegrini medievali, i boscaioli estensi, i partigiani del 1944, gli escursionisti del fine settimana. Il sentiero non è senza radici. È radici su radici.

«Il bosco che non è sempre stato lì.» Il bosco dell’Abetina Reale che cammino oggi non è il bosco originale. È la terza o quarta versione di se stesso — tagliato, ripiantato, tagliato di nuovo, ripiantato di nuovo. Tra i nuclei spontanei di preziosi e slanciati abeti bianchi secolari coesistono esemplari di impianto antropico derivati dall’attività economica legata alla segheria, mentre intorno si estendono le foreste di abete rosso e altre conifere, frutto di successivi rimboschimenti. Il bosco è resiliente in modo unico che nessun altro sistema naturale può riprendere. Si riprende. Sempre. Ma ci vuole tempo — e nel frattempo qualcuno deve avere la pazienza di aspettare.

«Che il bosco non porti da nessuna parte.» Il sentiero che porta al Passo delle Forbici, porta in Garfagnana. La Garfagnana porta a Lucca. Lucca porta al Volto Santo. La catena di connessioni che questo sentiero rappresenta è lunga mille anni e non si è mai del tutto interrotta. Chi ci cammina oggi entra in un sistema di connessioni che va da Mantova al Mar Tirreno. Il bosco porta sempre da qualche parte — basta sapere in quale direzione guardare.

«Che il bosco non ricordi.» L’Abetina Reale, dietro l’aspetto semplice e malinconico di un bosco, racconta le vicissitudini storiche che l’hanno resa tale: dai resti dei boschi millenari post-glaciali, al taglio e reimpianto di coltivazione, ai più recenti interventi di rimboschimento. Il bosco ricorda tutto — non con le parole, con la materia. Gli abeti che crescono accanto agli abeti piantati. I ciottoli che affiorano dalla lettiera. Le radici degli alberi che hanno incorporato i ganci di ferro. Il bosco è l’archivio più antico e più preciso che esista. Non si consulta con un codice di accesso — si consulta camminando, ascoltando il suo silenzio e la sua energia.


Annotazione a margine, scritta seduto su un ciottolo affiorato della Via delle Forbici con la schiena appoggiata a un abete bianco di almeno ottant’anni: Questo ciottolo è stato posato da qualcuno che non sapeva che sarei arrivato io a sederci sopra. Io non so chi arriverà dopo di me a sedersi qui. Questo è l’unico tipo di continuità che il bosco conosce — non la memoria, non la storia scritta. Il ciottolo al suo posto. L’abete in piedi. Il sentiero percorribile.





